La nuova scuola  di Sinigo è stata costruita in un’area ad elevato percolo idrogeologico, confinante con una zona di massima allerta. Le tante preoccupazioni degli abitanti di Sinigo hanno trovato conferma diretta nella risposta che il Commissario straordinario del Comune di Merano Anna Bruzzese ha dato ad una segnalazione del consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì.

Quello che la politica meranese aveva nascosto per anni, è stato svelato dal prefetto Bruzzese che ha messo nero su bianco una situazione preoccupante: il nuovo complesso scolastico è stato costruito in area idrogeologica ad elevato pericolo e per la sua realizzazione sono stati necessari interventi di mitigazione del rischio.

“Il completamento della fase di progettazione – scrive il prefetto Bruzzese in risposta al consigliere di Fratelli d’Italia  – è avvenuto in concomitanza con l’approvazione da parte del Comune di Merano del Piano delle Zone di Pericolo (PZP]. L’area di edificazione prescelta risultava localizzata nei pressi di una zona di “pericolo idraulico H4” (il massimo), all’interno della quale non sarebbe stato possibile costruire, ma  all’interno di una zona a pericolo idraulico elevato (H3) a causa della presenza del rio Montefranco. Tale area risultava esaminata e non pericolosa per frane e valanghe.”

All’interno di una zona a pericolo idraulico elevato  l’edificazione è possibile riducendo il pericolo idraulico da H3 ad H2 (pericolo idraulico medio) mediante interventi di mitigazione per la cui individuazione il Comune di Merano ha conferito apposito incarico.

“Lo studio –  prosegue Bruzzese – comprendeva anche una valutazione del progetto dell’edificio sotto il profilo della compatibilità con un livello di pericolo medio, con conseguente individuazione dei possibili elementi di vulnerabilità del progetto e delle opere di mitigazione occorrenti, con verifica che queste ultime non fossero suscettibili di cagionare danni o rischi maggiori a terzi. Sono stati individuati diversi correttivi, tra cui la realizzazione di un muro perimetrale di altezza variabile lungo il confine dell’area interessata dalla scuola, l’innalzamento del piano dell’edificio, la modifica delle pendenze del cortile scolastico rispetto a quanto originariamente previsto ne1 progetto preliminare e  la prosecuzione per una lunghezza complessiva di ca. 150 metri del muro d’argine fino al punto in cui il torrente, intubato, attraversa il centro abitato, allo scopo di evitare possibili danni a tersi conseguenti a possibili “derive” del corso d’acqua”.

Nella sua lettera il consigliere Urzì aveva ricordato al commissario Bruzzese che partire dall’anno scolastico in corso a Sinigo è in funzione un polo scolastico inclusivo che raccoglie in un unico edifico la scuola primaria in lingua italiana, con otto classi attive, e quella in lingua tedesca con cinque classi.

“Per la prima volta a Merano – scriveva il consigliere di Fratelli d’Italia – si è operato per includere  in un’unica struttura gli alunni degli istituti scolastici in lingua italiana e tedesca e nella frazione, dove da sempre i rapporti interetnici sono ottimi l’iniziativa, al momento del suo annuncio, è stata accolta con grande entusiasmo dalla popolazione. Entusiasmo che è andato via via calando una volta che l’amministrazione comunale meranese aveva reso noto l’ubicazione del nuovo edifico scolastico.”

“Le perplessità – proseguiva Urzì – giungevano dal fatto che nel corso degli anni l’area era stata giudicata inidonea ad ogni altro utilizzo. Ciononostante, il progetto prese avvio e fu concluso giusto per l’inizio dell’anno scolastico in corso. Non tutti i residenti di Sinigo furono convinti della bontà e della sicurezza dell’opera, tanto da mandare i propri figli in altre scuole primarie della città. Durante lo scorso inverno alcuni cittadini segnalarono però alcuni lievi smottamenti sulle pendici sovrastanti il plesso scolastico, tanto da indurre lo scrivente a presentare un’interrogazione all’assessore provinciale competente per sapere se prima di procedere con la costruzione del nuovo edificio scolastico fosse stato valutato il rischio idrogeologico dell’area.”

“In seguito alla risposta ad un’interrogazione presentata in Provincia – così Urzì –  abbiamo scoperto, che il nuovo polo scolastico è stato costruito in una zona definita in base al piano delle zone di pericolo e per la classificazione del rischio, ad elevato rischio idrogeologico. La vecchia scuola di Sinigo si trovava invece in zona a medio rischio idrogeologico. Lì era stata edificata oltre cento anni fa, all’epoca della fondazione del Borgo di Sinigo e lì era stata ricostruita negli anni Ottanta del secolo scorso.”

“Al momento attuale – conclude Urzì – il polo scolastico è stato ultimato ed è in funzione. Nelle fasi della sua costruzione è ipotizzabile che siano stati presi tutti gli accorgimenti utili a mitigare il rischio idrogeologico relativo alla  zona sulla quale lo stesso polo è stato realizzato. Tale pare poter essere un muro di contenimento posto dietro l’edifico scolastico in corrispondenza di un fossato che nel citato “piano di pericolo” appare addirittura indicato in “rosso” come zona a pericolo molto elevato.”